La mia storia

2004

Gli abiti sono realizzati tenendo sempre presente lo stile di un movimento artistico: il “Futurismo”, facendo anche riferimento, per quanto concerne la stretta attività professionale, ad un architetto Belga: “Henry van de Velde”.

Nel loro insieme gli abiti sono concepiti come una forma semplice che si modella intorno al corpo, diventando vivi nel momento in cui assolvono la loro funzione, quella di essere indossati.

Come nei futuristi vi è la ricerca di un dinamismo statico, negli abiti questo è dato: “a volte dai drappeggi, altre dalle pieghe le quali sfociano a loro volta, in forme morbide”.

Esempio dominante nella realizzazione degli abiti è stata la “Bottiglia” di Umberto Boccioni.

Mentre nella bottiglia si usa un oggetto d’uso comune per “romperlo” dando così risalto alla sua caduta verso il basso, ottenendo la stessa dinamicità che i futuristi hanno nei loro quadri, negli abiti si parte da una forma elementare semplice, ad esempio un rettangolo oppure un trapezio, si rompe o si modella per ottenere un abito. Rompe, in quanto alcuni abiti hanno solo una linea di taglio che da luogo a scollature, Modella, in quanto, dei punti di cucito o delle pieghe sono usate per dare risalto alle linee del corpo; vi sono in tutto questo, delle piccole eccezioni: le giacche.

Usando molti tipi di tessuto, sono essi ad ispirare la realizzazione di un abito: il colore unito al tatto.

Ogni abito è supportato da un’elevata dose d’entusiasmo, lo stesso che un bambino prova nel maneggiare della plastilina, o giocare con i mattoncini di plastica. La stessa gioia si prova ad abito completato, vedendolo su busto è come se fosse vivo, indossato.

2005

E’ l’anno della seconda sfilata, sulla scia dell’entusiasmo della prima, si organizza la seconda aggiungendovi alcuni capi maschili. La sfilata risulta essere un susseguirsi di spiacevoli incidenti, il risultato risulta essere deludente; un flop per il 50%.

2006

Dopo la delusione della sfilata dell’anno precedente, vi è un momento di sbandamento, di riflessione sul senso di tutto ciò e dei sacrifici che toccherà affrontare, se, si vuole arrivare ad ottenere dei buoni risultati. E’ l’anno della consapevolezza che la strada per una buona riuscita è tutta in salita, una salita ripidissima e piena d’insidie ed ostacoli, ma l’idea della riuscita non scoraggia. E’ un anno con pochi lavori, molte prove andate male e l’inizio della preparazione dei cartamodelli usando un cad, una vera novità per il sottoscritto.

2007

Come per l’anno precedente, si continua nel cercare di capire, di risolvere i vari problemi che la realizzazione di ogni capo comporta, è l’anno in cui si continua a crescere sartorialmente, ad imparare, realizzando pochi capi.

2008

Con l’inizio del 2008 si è giunti ad una svolta tecnica che traccerà in maniera indelebile l’intera evoluzione stilistica e formale dello stilista. Ci si riferisce al disegnare i cartamodelli usando un algoritmo, ossia una serie di formule correlate fra loro che partendo dalla misura della circonferenza del seno, danno il cartamodello preciso dell’intero abito.

Essi saranno disegnati partendo dal disegno considerato dallo stilista: “Base”, corrispondente alla giacca, questo vale sia per gli abiti maschili sia per quelli femminili. Si sono impiegati due anni di lavoro ossessivo da parte dello stilista, per raggiungere questo risultato, ma alla luce dei fatti, n’è proprio valsa la pena.

Si fa presente che lo studio è partito dall’attenta analisi procedurale da degli appunti di taglio e cucito degli anni 50, usato per apprendere le tecniche di taglio dalla madre dello stilista.

2009

Esso è un anno di transito, tra momenti di alti e bassi, pochi lavori, molti dubbi, ma poi si riesce a ritrovare la carica; un anno buio insomma.

2010

Collezione: Linea:

L’intera collezione si sviluppa seguendo il concetto della LINEA intesa come definizione geometrica (ovvero: l’insieme di punti i quali uniti tra loro formano una linea che può essere retta o curva) ed anche come linea di demarcazione, linea intesa come Siluette, linea come puro segno grafico che a volte ne evidenzia un elemento costruttivo dell’abito (come può essere una cerniera), a volte invece uno strutturale di base (la circonferenza toracica o quella dei fianchi), linea anche come limite o zona di confine (la parte finale di un abito ad esempio). L’intera collezione si sviluppa seguendo una linea appunto che si evolve nell’abito dandone ogni volta una propria identità e riconoscibilità.

2011

Si è perfezionato il metodo di taglio, ora perfetto sotto ogni aspetto, e si è passati ad una fase che si potrebbe definire “di approfondimento ed evoluzione”, e cioè l’arrivo di un “FORUM” all’interno del quale approfondire molti argomenti presenti solo visivamente in questo sito web.

2012

Avuti nuovi stimoli creativi, ci si è cimentati su altri fronti quali le camice da notte femminili ed i costumi mare uomo e donna, è arrivata anche una macchina ricamatrice che si renderà utilissima per le nuove creazioni che vedranno la luce dal 2013, quando, ufficialmente e copiosamente, si preparerà la collezione, omaggio alle sorelle “Fontana”, collezione che, si spera, conduca dritto alle sfilate milanesi.

2013

Il 2013 è l’anno della decisione, quella cioè di decidere il percorso finale che si vuole intraprendere che è risultato essere quello di preparare dei modelli da poter mettere in vendita in un futuro negozio. Sono stati fatti dei prototipi, realizzati capi che sono stati consegnati, e si è iniziato a preparare il materiale che entrerà fisicamente in negozio.  E’ stato inoltre registrato il marchio, sono state realizzate le etichette in tessuto che verranno applicate sui vestiti

2014

Il 2014 è l’anno della preparazione per il volo, inteso esso come l’inizio di un’attività imprenditoriale volta alla vendita diretta in negozio “di proprietà”, dei modelli realizzati durante il corso del 2014 o, se ve ne sarà necessario anche parte del 2015.

L’avventura, dopo 10 anni dall’inizio, forse avrà inizio.

2015

Dopo la disastrosa chiusura forzata del mio primo Atelier, a causa della non possibile apertura all’Esquilino per via della Delibera Comunale 10 del 2009 che ne vieta l’apertura in quel quartiere e, della quale delibera, ne il sottoscritto ne la padrona del     locale, sapeva nulla, il 2015 si apre con una nuova ricerca di un nuovo locale fuori dal quartiere Esquilino.     

A fine febbraio arriva l’occasione e si presenta un locale vicinissimo al Colosseo (300 mt), per cui si riparte, con meno entusiasmo della prima volta ma con  calma.

Chissà se il detto: “a volte quando si chiude una porta, è probabile che poi si apra un portone”, faccia al caso mio, ad ogni modo…….

Io non mollo!

2016       

Anno molto triste, il 9 marzo muore la madre dell’Architetto.

Inutile dire cosa ciò ha comportato, dalla mancanza di entusiasmo per le nuove creazioni, alla chiusura, nel mese di luglio, dell’Atelier.

Brutto anno!

2017       

Anno di transizione e di nuovi stimoli, la morte della madre dell’architetto ha lasciato dello sconforto e poca voglia di fare.

A febbraio la decisione di iniziare a girare un film su di lui, a “totale costo zero” (solo una telecamera 4k e la licenza del software per il montaggio e quella di una colonna sonora, totale circa 950 euro).

Con l’aiuto dei suoi più cari amici iniziano le riprese, la cui trama riguarda la sua ossessione nella realizzazione della giacca perfetta con un taglio diverso dalle altre e, tra una cena e l’altra, le riprese del film iniziano ed il progetto/scommessa inizia a prendere corpo.

La casa in vendita, verrà venduta a luglio, come promesso alla madre in punto di morte (incaricando una sorella a dirglielo alla madre mentre era ancora in ospedale, sperando che l’aiutasse a stare meglio e….)

A dicembre il compromesso per la nuova casa il cui rogito avverrà nel gennaio del 2018.

Un abito nel frattempo è stato confezionato.

2018       

Il dolore per la perdita della madre, rimane, le riprese, ferme fino a luglio a parte quella che mostra la casa appena acquistata. C’è dello sbandamento in tutto ciò perché si è passati da un’abitazione di 23 mq calpestabili, ad una di circa 97 mq.

La ristrutturazione è seguita dall’architetto che ne rimane piacevolmete soddisfatto essendo la prima che segue a 15 anni dalla sua abilitazione come architetto.

Si inizia a prendere coscienza del cambiamento avvenuto e, si riprende in mano un abito iniziato in atelier con l’intento di completarlo.

2019       

E’ l’anno delle conferme e conclusioni.

Il cartamodello della giacca da uomo è perfetto e ci si accorge che lo era anche quello degli anni precedenti; il film “Velluto nero” viene terminato ad aprile dopo due anni e tre mesi di lavorazione e, viene inviato a qualche festival di cinema indipendente.

Un buon anno insomma.